
Marilena Nardi fa sorridere in punta di matita, spaziando tra il mondo dell’illustrazione e quello della grafica umoristica. La complessità e la grazia dei suoi voli pindarici sono frutto di un’innata vocazione per il disegno e di una sicura padronanza tecnica nell’uso del segno e del colore: questi requisiti le hanno permesso di accreditarsi come una delle figure più interessanti del panorama italiano contemporaneo nei settori dell’illustrazione e della grafica umoristica, dove vanta prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Caratteristica dello stile di Nardi è il personalissimo uso del segno che, molto trattato, definisce le forme e le domina, scontornando fortemente le figure e suggerendone volumi da bassorilievo. La brillantezza e la luminosità dei toni è ottenuta grazie ad un originale utilizzo del colore ad olio, che si presta ed essere lavorato e trasformato con interventi successivi.
Passione per il particolare e capacità di astrarre in forme essenziali permettono alla felice mano dell’autrice di trasformare l’illustrazione ora in una pregiata miniatura ricca nelle forme e nei colori, ora in un’icona stilizzata con un significato immediatamente leggibile nei più diversi contesti culturali. La capacità di sintesi concettuale maturata da Nardi si dispiega in illustrazioni sinottiche in cui il prima e il poi, le cause e gli effetti, trovano unità in un abbraccio di grande impatto visivo e concettuale. Il gusto dell’artista per la misura e per la proporzione si riflette inoltre nell’equilibrio della composizione, dove un gesto appena accennato ricapitola situazioni complesse e dense di rimandi.
Con tali prerogative Nardi si addentra nell’universo emozionale umano, tanto nelle sue distese solari e luminose, quanto nei suoi anfratti nascosti ed oscuri. Questi paesaggi interiori affiorano in microcosmi di segno e di colore, tra i quali rimbalzano echi di garbata ironia dal sapore agrodolce, o di meditata e pensierosa ricerca.
Se proprio la possibilità di esprimere quest’universo composito restituendogli lievità e leggerezza ha indirizzato l’autrice verso il disegno umoristico fin dagli inizi della carriera, essa raccoglie anche la sfida di affrontare il contenuto grave, che affronta grazie ad espedienti grafici che ne richiamano la complessità e rispettano la libertà di giudizio di chi osserva. Un volto cancellato, una parete di vetro invisibile, una sproporzione, una trappola, tutto suggerisce senza dichiarare.
Ricordiamo che mentre alcune tavole presentate in questo catalogo sono accomunate dalla rispondenza ad un medesimo soggetto, altre nascono per accompagnare testi di diversa natura, dall’articolo al racconto. La loro genesi è dunque legata non solo ad un con-testo ben preciso al quale esse rimandano, ma anche alla qualità di questo legame: l’illustrazione può scostarsi dal testo per indurre al sorriso piuttosto che alla riflessione, rivestire una valenza descrittiva, oppure farsi metafora essenziale. Prevarrà dunque ora l’aspetto grafico, che nella sua sinteticità ben si sposa con un titolo, uno slogan, una frase saliente, ora quello pittorico, con tavole suggestive ed evocative, che si avvicinano per l’uso della linea e del colore al quadro. L’argomento di carattere tecnico e specialistico viene sapientemente tradotto cogliendone aspetti inediti, o presentandolo sotto una luce inusuale.
Le emozioni e gli affetti così trasfusi nell’illustrazione trasformano la realtà oggettuale e ne umanizzano i tratti: la sorpresa di incontrare un sentimento o un’emozione in una forma inaspettata scongiura il rischio del déjà vu e suscita il rinnovato piacere di riscoprire una realtà ricca di allusioni e di suggestione.
"Ha un segno grafico pregnante, molto ironico, che la fa collaborare con importanti testate nazionali. Dagli inserti del "Corriere della Sera" a "Gente Money", da "Borsa & Finanza" a "Monthly" (tanto per citare qualche testata). Illustra anche libri didattici e d'evasione con particolare attenzione al mondo dei piccini. Partecipa con successo alle più importanti rassegne umoristiche penisolane e non, dove trova sempre consensi e premi a go-gò."
E. Isca, "Sorrisi in Rosa", Umoristi D.O.C., Fossano, Castello degli Acaja, 30 Aprile / 8 Maggio 2005
"Disegna di tutto: amore, salute, bambini, affari & finanza. Sempre con leggerezza, ironia e notevole sense of humor".
L. Novelli, "Grafica & Disegno", N. 37
"E' una delle illustratrici italiane più interessanti ed apprezzate."
D. Aloi, A. Prevosto, "100 Autori per Bajardo", Museo del sorriso di Bajardo, Edizioni Il pennino, 2002
di Giuseppe Rosato
"Marilena Nardi appartiene alla privilegiata categoria dei trentenni che a quell'età si siano conquistati fama e gloria tali da candidarli a dominare le cose del mondo. (…) Se non il mondo in toto, La Nardi una sua fetta specifica se l'è conquistata portandosi in breve tempo tra i G-8 ( o diciamo pure tra i G-16, a voler evitare eccessive globalizzazioni) che siedono ai vertici della nuova grafica umoristica italiana. E ci è pervenuta possedendo tutti i crismi per soggiornarvi stabilmente. Ci è venuto da parlare ( la deformazione mentale è dovuta al contesto di questo volume, che a sua volta è l'espressione di un altro contesto dichiaratamente umoristico) di grafica umoristica, ma occorre subito precisare che Marilena inscrive questo suo impegno specifico in uno ben più ampio, che la chiama in causa come illustratrice e come disegnatrice, o diciamo meglio come pittrice, in termini assoluti. (…)
Sembra fuori di dubbio che proprio da questo suo talento, compositivo e pittorico, si debbano prendere le mosse per entrare nel suo mondo, ideativo ed espressivo. La Nardi disegna, e poi colora, come inseguendo senza sforzo un dettato interno, naturale, che sul foglio trasferisca le singole eruzioni di un magma interiore ricco e misterioso, appartenente alla sfera dei fenomeni non destinati a farsi decifrare. Si susseguono così, partendo semmai da spunti tematici suggeriti da un assunto contingente ( l'illustrazione di un libro, il corredo di immagini per un servizio giornalistico), espressioni di sorprendente novità e libertà: nelle quali addirittura casualmente parrebbero poi inserirsi, ponendosi come discorso a latere, risoluzioni di definita marca umoristica. Avviate sempre lungo itinerari surreali o sovrareali, le "vignette" della Nardi configurano un mondo il cui è il segno che si fa creatore di tutte le cose, soffiandovi sopra la vita in chiave di poesia, musica, armoniosità: ed è un mondo che si fa guardare con una gioia velata dalla malinconica consapevolezza della sua inesistenza. Perché il segno, e con esso il colore, a fiore di ogni altra componente che ne guidi i percorsi, non possono farsi artefici di una realtà - ahinoi solo virtuale - in cui nulla di brutto può accamparsi.
Marilena Nardi, e torniamo agli esordi di questi nostri appunti, è giunta assai giovane al grande appuntamento della piena maturità artistica. Uno sguardo al suo curriculum mette i brividi, tanto è fitto di opere, esposizioni, partecipazioni, collaborazioni con fogli importanti ( a cominciare dagli inserti del Corriere della Sera), premi e riconoscimenti ricevuti in grandi mostre, all'estero in prevalenza. (…)
Per noi è motivo di grande soddisfazione averla avuta concorrente e vincitrice nella scorsa edizione della nostra Rassegna, e di annoverarla quest'anno tra i componenti della commissione giudicatrice: occasioni che ci hanno consentito di apprezzarne lo spessore umano e di conoscere con risolutiva ampiezza i sorprendenti parametri del suo lavoro. (…)
da "Negli spazi dell'arte e della fantasia" di Giuseppe Rosato, catalogo dell'Ottava Rassegna Nazionale della Vignetta Umoristica, Lanciano, 2001
di Pierpaolo Perazzolli, da Così e Cosà, la prima rivista trentina a sfondo Comico Satirico, luglio 2010, Bra Editore

di Luca Novelli, da Grafica & Disegno, n. 37 luglio 2002, Ikon Editrice

di Piero Zanotto, da Duemila, mensile di informazione culturale del nordest, agosto /settembre 2005, Matteo Editore
